Mango: proprietà, calorie e benefici del frutto che aiuta a dimagrire

“Mango, why mango?” si chiedeva l’astronauta protagonista di uno spot televisivo del 1998, il quale rievocava un film cult anni ’70, Alien e sponsorizzava gli Arbre magique. Non è difficile dare una risposta a questa domanda: il mango, oltre che come aroma per profumare la propria auto, ha soprattutto molteplici proprietà. Da quelle salutari a quelle ornamentali, passando per quelle culinarie fino a quelle appannaggio della bellezza del proprio corpo. Vediamo dunque di seguito tutte le proprietà del Mango, un frutto di origine asiatica coltivato nelle zone tropicali.

Origini del Mango e dove si coltiva

Il mango è un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, un tipo di pianta che cresce nelle zone calde. Il suo nome deriva dalla parola Tamil maangai, per poi essere stato europeizzato nel ‘400 grazie agli esploratori portoghesi. In Italia il nome di questo frutto compare per la prima volta nel 1510, in un testo di Ludovico de Varthema, nel quale si parlava di Manga.

Il Mango viene coltivato in India da oltre 4 mila anni, e viene considerato sacro dagli Indù ancora oggi. Tant’è che è possibile apprezzarlo come ornamento nei templi induisti. Ma fa parte fin dall’antichità anche della tradizione del Pakistan e delle Filippine. Utilizzato, oltre che in cucina, anche come ornamento e raffigurazione simbolica. Poi nel IV secolo a.C. è stato introdotto nell’est asiatico, mentre dal X secolo a.c. nell’Africa orientale. Furono poi i portoghesi a portarlo nel Sud America nel 1600. Per effetto dei suoi viaggi in giro per il Mondo nei secoli passati, si può dire che oggi ne esistano ben 400 specie diverse e venga coltivato in quasi tutti i paesi tropicali e nei paesi subtropicali, ma anche nelle zone europee più calde come a Malaga, in Spagna.

Il Mango però viene coltivato anche in Italia, in particolar modo in Sicilia: a Caronia, Fiumefreddo di Sicilia, a Balestrate, ad Alcamo, nella valle del Niceto. Non mancano però coltivazioni anche in Calabria.

Le coltivazioni siciliane, sebbene quantitativamente limitate in quanto occorre un clima tropicale tutto l’anno, vengono esportate con successo anche nei Paesi del Nord Europa. In generale, comunque, data la succitata diffusione globale del mango, questo frutto è reperibile praticamente tutto l’anno solare. Oggigiorno, il mango rappresenta da solo circa la metà della produzione complessiva mondiale di frutta tropicale. Le 10 nazioni con la maggiore produzione di questo frutto coprono da sole l’80% della produzione mondiale. Oltre all’India, i primi sette paesi sono Cina, Thailandia, Indonesia, Messico, Pakistan e Brasile.

Caratteristiche del mango

Vediamo ora le caratteristiche del mango, sia del suo albero che del frutto. L’albero del mango è sempreverde, ramoso, e può arrivare fino ai 40 metri di altezza. Mentre la chioma può arrivare fino a dieci metri di diametro. La corteccia invece è di tipo resinoso, mentre il legno è duro e ruvido, di color rosso. Colorite anche le sue foglie: inizialmente sono sull’arancio tendente al rosa, per poi diventare color vinaccia e verdi quando mature. I fiori di quest’albero sono prodotti in pannocchie terminali che vanno dai dieci ai quaranta centimetri. Sono di color bianco rosato e profumano in maniera simile al mughetto.

In realtà, pochissimi tra i fiori sviluppano poi realmente il frutto, il quale matura in un lasso di tempo che va dai tre ai sei mesi. A seconda del tipo di coltivazione. Il frutto ha una forma ovoidale, con una polpa sul color giallo-arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia, invece, può apparire di colore verde, giallo, rosso, ma anche un mix di queste tonalità. Un frutto di mango può pesare anche un Kg, ma tendenzialmente vanno in una media dai 300 ai 500 grammi. La lunghezza è invece di dieci-quattordici centimetri.

I frutti di mango più diffusi appartengono a due famiglie:

  • la filippina-indonesiana, chiamata anche Camboya, che presenta una forma più allungata e di colore giallo-verde, dal gusto più dolce e meno fibrosa;
  • l’indiana, chiamata anche Mulgoba, che si presenta più grande e compatta e con una tonalità che va dal verde al rosso arrivando al viola. La Mulgoba è quella che utilizziamo maggiormente noi europei.

Poi ci sono i mango più selvatici, ma di qualità inferiore, con un forte odore di trementina, particolarmente fibrosi e amari. Se il frutto di mango matura eccessivamente, tenderà a sbiadire interiormente. Fino ad assumere un color caffellatte, diventando insipido. Infine, il nocciolo è molto grande, occupando buona parte del suo interno. Di forma ovale, mediamente lungo sette-otto centimetri. Talvolta le fibre che lo coprono rendono più difficoltoso il suo distacco dal frutto.

Utilizzi del Mango in cucina

Il mango maturo ha un gusto generalmente dolce, anche se poi dipende dal tipo di coltivazione. Così come varia la sua consistenza: alcuni si presentano morbidi e polposi (simile alla prugna per intenderci), altri più solidi (come il melone e l’avocado). E’ consigliabile togliere la buccia in quanto può causare dermatiti alle labbra, ai denti e alle gengive. Inoltre, la buccia può presentarsi dura e amara, e anche per questo viene tolta. Il frutto, se acquistato acerbo, deve essere conservato a temperatura ambiente fino a quando non diviene morbido. Poi, una volta tolto, si toglie la buccia e si taglia in due grosse fette in corrispondenza del nocciolo. Può essere anche tagliato “a porcospino”. Con questa tecnica si intende lasciare la buccia e poi la polpa viene tagliata a forma di griglia quadrata, lasciando sempre intatta la buccia. Si otterranno così dei piccoli parallelepipedi di polpa, che messi insieme danno l’idea della forma di un porcospino. Viene molto apprezzato anche nelle macedonie e nei frullati.

In India, ad esempio, il mango acerbo viene utilizzato come condimento in India vicino alla carne. Ma anche mangiato crudo accompagnato con sale o salsa di soia. Il mango in India viene anche bevuto in estate, come bevanda rinfrescante. Viene anche utilizzato per fare sorbetti e gelati. Nelle Filippine viene accompagnato col bagoong, una salsa ricavata dal pesce, od un pizzico di sale.

La pianta di mango può essere anche utilizzata in maniera ornamentale, anche se solo le specie non particolarmente vegetative. Le quali comunque sono in grado di produrre un discreto quantitativo di frutti.

Come scegliere il mango

Il mango va mangiato quando maturo al punto giusto. Sicché, per capirlo, occorre pigiarlo un po’ con le dita: se è leggermente morbido, è maturo al punto giusto. Se è ancora duro, lo si può acquistare ma tenendolo un paio di giorni a temperatura ambiente per farlo maturare. Altrimenti il suo sapore sarà amarognolo e meno apprezzabile. Di contro, eccessivamente maturo si presenta molto morbido ed internamente di color “bianco opaco”. Sarà quindi insipido. E’ possibile trovarlo anche sotto forma di confettura spalmabile biologica (tipo marmellata) o coltivarlo in casa. Come vedremo nell’ultimo paragrafo.

Il valore nutrizionale del mango

Il mango si sta sempre più diffondendo anche nella cultura occidentale per il suo alto valore nutrizionale. La sua polpa è ricca di fibre, vitamina C, polifenoli e carotenoidi. Non mancano le vitamine antiossidanti A, C ed E, presenti in 165 grammi rispettivamente per il 25%, 76% e 9% della dose giornaliera consigliata. Presenti in discrete quantità anche la vitamina B6, la vitamina K, altre vitamine del gruppo B e nutrienti come potassio, rame, e 17 amminoacidi. Contenendo potassio, calcio e magnesio, può essere considerato un rimedio naturale contro la stanchezza e la spossatezza. Specie d’estate. Essendo poi ricco di acqua e fibre, è anche molto utile per l’equilibrio intestinale. Valido anche contro la ritenzione idrica. Secondo la credenza dei paesi maggiormente produttori, avrebbe anche doti afrodisiache.

La polpa e la buccia contengono altresì pigmenti antiossidanti, omega-3 e acidi grassi 6-polinsaturi. Solo nel mango si trova poi lo xantone capace di contrastare i radicali liberi in vari processi patologici. Comunque, i valori nutrizionali del frutto del mango variano a seconda del tipo di coltivazione.

La buccia e le foglie contengono anch’esse polifenoli. Particolarmente importante è il triterpene del mango, il lupeolo, che si è scoperto essere un inibitore del cancro alla prostata e alla pelle. E’ stato scoperto che anche la corteccia dei rami di mango contengano numerosi polifenoli con proprietà antiossidanti in vitro.

Il mango farebbe dimagrire

Giusto usare il condizionale, visto che parliamo di singole ricerche, seppur con risultati univoci. Pare infatti che il frutto di mango aiuti a dimagrire, in particolare il consumo della sua buccia. Una ricerca su tutte si mostra in tal senso particolarmente interessante: quella dell’University of Queensland, in Australia, dove i ricercatori hanno scoperto come la buccia di mango sia capace di bruciare grassi e favorire la perdita di peso. In che modo? Prevenendo la formazione di cellule di grasso, impedendo così l’adipogenesi, ossia il processo che sviluppa cellule adipose nel corpo. Sempre in tema di peso, inoltre, vale la pena aggiungere come il suo frutto di medie dimensioni, dia all’organismo solo 100 calorie, malgrado il forte senso di appagamento che regala.

Quindi farebbe sentire sazi senza però far ingrassare.

In realtà, però, riguardo le calorie c’è anche chi sconsiglia di mangiare questo frutto. In quanto essi asseriscono che abbia un elevato contenuto di zuccheri, al punto da avere risultati controproducenti in una dieta ipocalorica. Non a caso, alcuni esperti lo consigliano come fonte di energia, specialmente per studiosi e sportivi. Secondo questa corrente di pensiero, inoltre, il mango è consigliabile anche per stati di malessere mentale, contro depressione e nervosismo. Al fine di trovare maggior serenità in un periodo particolarmente complicato.

Ma i benefici veri o presunti del mango, non finiscono qui. Grazie alla presenza di vitamina C, rallenterebbe l’invecchiamento contro i radicali liberi e solleciterebbe il ricambio continuo di cellule grazie alla continua produzione di collagene. La vitamina C rafforza anche il sistema immunitario e aiuta l’organismo ad assorbire ferro. L’elevata presenza di vitamina A, invece, porta benefici ai denti, agli occhi e alle mucose interne. Assunto di sera, infine, aiuta a combattere l’insonnia e fa dormire meglio.

Le presunte proprietà antitumorali del mango

Altre ricerche hanno evidenziato come questo frutto esotico abbia anche proprietà anti-tumorali. In particolare, aiuterebbe a prevenire o a rallentare la formazione di tumori al pancreas, al seno e al colon. Grazie ai succitati valori nutrizionali, specie quelli antiossidanti. Soprattutto il Lupeol. E’ sempre però bene ricordare che da solo il mango non fa certo guarire dai tumori o li previene del tutto. Tuttavia, può, come già detto, rallentarne l’insorgenza o l’avanzamento. E, per i benefici mentali suddetti, può aiutare a combatterlo meglio dal punto di vista psicologico.

Mango per la bellezza estetica

Il mango è ottimo anche per la cura della propria pelle. Contro l’acne, la pelle secca e la pelle facilmente irritabile. Questo frutto esotico è utile anche contro la secchezza dei capelli e contro le inestetiche doppie punte. Buono anche per la pelle del viso. La sua polpa deve essere passata sulla pelle per cinque minuti, poi il viso va risciacquato. In commercio è possibile trovare anche il burro di mango per combattere la pelle sensibile, secca o disidratata. In esso sono infatti concentrate tutte le vitamine utili alla causa.

Quali sono le controindicazioni del mango

Come tutte le cose, anche quelle naturali, anche questo frutto esotico presenta delle controindicazioni. Abbiamo già detto della sua buccia, che può provocare dermatiti sulle labbra e internamente alla bocca. Avendo una discreta quantità di zuccheri, è sconsigliata ai diabetici. Per le sue doti lassative, va consumato con moderazione o in maniera maggiore soprattutto se si soffre di stitichezza. Onde evitare coliti e diarree.

Come coltivare il mango

Abbiamo detto come la coltivazione del mango necessiti di climi particolarmente caldi e tutto l’anno. Ecco perché l’unica regione italiana che meglio si presta bene alla sua coltivazione sia la Sicilia e in parte la Calabria. Anzi, per evitare alcune controindicazioni e, in fondo, per favorire anche il Made in Italy, si consiglia proprio di acquistare i mango provenienti dalla regione sicula.

Per quanti comunque volessero provare a coltivare il mango a casa, di seguito indichiamo alcuni passaggi. Da premettere però che è meglio evitare a priori se si vive in regioni tendenzialmente fredde e nei periodi freddi meglio tenerlo in casa per evitare spiacevoli sorprese. Questo è l’occorrente:

  • 1 seme di mango
  • 1 sacchetto impermeabile trasparente
  • 1 vaso
  • Tovaglioli di carta
  • Terriccio

Come coltivare il mango

1) Conservare il nocciolo per ottenere il seme

Il seme di mango lo otterremo dallo stesso frutto. Ovvero il suo nocciolo, che andrà ripulito di tutta la sua polpa e ripulito completamente con acqua. Per estrarre il seme, occorre aprire la parte esterna del nocciolo. Operazione che richiede più tentativi e un po’ di forza. Basterà ottenere una fessura per aprire il guscio esterno ed estrarre il seme.

2) Far germinare il seme

Una volta estratto il seme dal guscio, avvolgerlo in un tovagliolo di carta inumidito. Dopodiché prendere il seme avvolto nel tovagliolo inumidito e riporlo in un sacchetto impermeabile e trasparente. Ottimi sono i sacchetti per conservare gli alimenti nel freezer. Ogni sacchetto può contenere un paio di semi. Il sacchetto va poi gonfiato per metterci aria dentro e riposto su una finestra, così da tenerlo ben illuminato. Dovrà restare lì per consentire al seme di germogliare prima di essere invasato. In genere, ci vogliono un paio di settimane.

3) Piantare il seme

Una volta che è il seme è germogliato (ossia ha prodotto una prima piantina) il seme andrà tolto dal sacchetto e dal tovagliolo. Se però si è formata la muffa, dovrà purtroppo essere buttato. Il vaso deve essere pieno di terriccio, arricchito con del compost casalingo, il tutto senza rovinare germogli e radici. La piantina va annaffiata spesso e tenuta sempre al sole. Magari si può consultare qualche sito internet specializzato in botanica o vedere qualche video su Youtube. Altrimenti chiedere anche aiuto ad un vivaio specializzato.

Dunque, ricapitolando, il mango ha tante proprietà. Ma va inteso come un supplemento ad una vita sana o ai farmaci essenziali, non un sostitutivo.

Autrice di saggi e articoli, si occupa di fashion e make up.